I NOSTRI SUGGERIMENTI

VICENZA PATRIMONIO MONDIALE UNESCO

La Basilica palladiana di notte

VICENZA E LE VILLE DI PALLADIO NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL'UNESCO

Con questa motivazione:
- VICENZA E' UNA REALIZZAZIONE ARTISTICA ECCEZIONALE IN CONSIDERAZIONE DEI NUMEROSI CONTRIBUTI ARCHITETTONICI DI ANDREA PALLADIO INTEGRATI IN UN TESSUTO STORICO AL QUALE CONFERISCONO IL SUO CARATTERE D'INSIEME 

- PER LA SUA ARCHITETTURA, LA CITTA' HA ESERCITATO UNA FORTE INFLUENZA SUL L'ARCHITETURA E LE REGOLE D'URBANESIMO NELLA MAGGIORANZA DEI PAESI EUROPEI E NEL MONDO INTERO

e quindi in conformità dei criteri di valutazione previsti dalla Convenzione:

i) il bene deve essere la rappresentazione del capolavoro di un genio creatore
ii) il bene deve testimoniare un'influenza considerevole in un determinato periodo storico o culturale sullo sviluppo architettonico dei monumenti o del contesto urbanistico o del paesaggio


l'UNESCO, l'Agenzia dell'ONU per le Scienze e la Cultura, ha inserito Vicenza e le Ville di Palladio nella Lista del Patrimonio Mondiale.

Villa dei Nani
Interno del Teatro Olimpico

La nostra proposta: un giorno dedicato alla riscoperta del prezioso gioiello architettonico costituito dal centro storico della nostra bellissima Vicenza. Consigliamo, a parte la visita della Basilica stessa e alla terrazza panoramica, il Teatro Olimpico, il primo e più antico teatro stabile coperto dell'epoca moderna, Palazzo Chiericati, recentemente restaurato con il Museo Civico , oltre ad una passeggiata alla scoperta dei palazzi monumentali, e per i più intraprendenti, di spostarsi verso Monte Berico, per ammirare la Villa dei Nani e, percorrendo il viottolo vicino, la rinomata villa La Rotonda. Per chi vuole approfondire:

http: //www.comune.vicenza.it/vicenza/attrattiveturistiche/itinerariapiedi.php

 

Il dolore dei nani di Valmarana

 

Un nobiluomo vicentino aveva una figlia, Jana, dal bellissimo volto ma dal corpo nano e deforme, e la amava con tutto se stesso.

L'uomo che adorava la figlia, per proteggerla dalle possibili sofferenze che la sua deformità poteva procurarle, fece costruire questa grande villa ai piedi del Monte Berico, circondandola di uno stuolo di nani e nane pronto a soddisfare ogni desiderio della fanciulla, che in questo modo non poteva rendersi conto della sua diversità, né avere contatti con persone diverse da quelle di cui era stata circondata. Alla ragazza era stato infatti proibito l'affacciarsi alle finestre, né poteva uscire dalla gabbia dorata che il padre le aveva edificato attorno. Viveva in un mondo fittizio, felicemente inconsapevole di come fosse la realtà e di cosa accadesse fuori, senza peraltro aver mai conosciuto né le gioie né i dolori dell'amore. Ma la ragazza era molto intelligente e curiosa di natura.

Villa Valmarana

Così, negli anni, dopo aver dato fondo alla libreria paterna (da cui erano stati sapientemente eliminati quei volumi che avrebbero potuto svelare il segreto che aleggiava sulla sua vita), Jana decise che era arrivato il momento di sperimentare di persona il mondo, aggirando i divieti del genitore.

Fu così che un giorno, eludendo i controlli, la ragazza si affacciò a una finestra proprio nel momento in cui un bellissimo giovane a cavallo, un principe, stava transitando sulla strada sottostante: il principe si invaghì della bellezza di quel viso, ma quando lei uscì sul terrazzo e mostrò il suo corpo, il ragazzo fuggì inorridito. Jana chiamò disperatamente il suo amato in fuga, inutilmente. La sua diversità emerse allora in tutta la sua brutalità, e disperata per il suo destino infelice la fanciulla si tolse la vita gettandosi nel vuoto. Si racconta che i nanetti suoi fedeli servitori, saliti sul muro di cinta per vedere cosa stesse accadendo, nell'assistere alla triste fine della loro padroncina impietrirono all'istante per l'immenso dolore provato.

Ancora oggi li si può ammirare in questa posa, come tante sculture decorative, a Villa Valmarana, conosciuta ovunque come la "Villa dei Nani".

 

 

 

 

Vicenza

 Dal 1994 dichiarata Patrimonio Universale dell'Umanità dall'Unesco, Vicenza è ornata da una maestosa architettura che ne disegna ogni angolo recitando un solo nome: Andrea Palladio.

Qui il genio architettonico ha lasciato il segno più evidente della sua arte, che oggi possiamo ammirare negli edifici di inconfondibile eleganza. Fra tutti la Basilica Palladiana, dal cui piano superiore si può godere di una emozionante vista delle tre piazze sottostanti, e la splendida Loggia del Capitanio.

Vicenza - Palazzo Chiericati

A fare da quinta all'animata vita cittadina, troviamo altre tre opere del grande architetto: Palazzo Chiericati, oggi sede del Museo Civico e della Pinacoteca, Palazzo Barbaran da Porto, sede del Museo Palladiano e Palazzo Valmarana. Di particolare pregio per la soluzione "scenografica" adottata, è l'opera architettonica del Teatro Olimpico, portata a compimento successivamente dallo Scamozzi.

Alle porte di Vicenza, incontriamo uno dei suoi simboli architettonici più conosciuti, ovvero la casa di campagna Villa Almerico-Capra, detta La Rotonda, famosa per il particolare sviluppo della pianta centrale che si inserisce armoniosamente nella cornice naturale dei Colli Berici.

A poca distanza dal centro, sul colle che domina la città, si erige la Basilica di Monte Berico, che accoglie al suo interno preziose opere tra cui la tela con la Cena di S. Gregorio Magno di Paolo Veronese.


Vicenza nel piatto
La tavola vicentina è ricca di "capolavori" del gusto, prodotti enogastronomici genuini e di qualità. E allora via con l'elenco: asparago bianco di Bassano IGP, ciliegia di Marostica IGP , sopressa Vicentina DOP, olio extravergine di oliva DOP, prosciutto veneto Berico Euganeo DOP, formaggio Asiago DOP. E poi baccalà alla vicentina, grappa, vini DOC, tartufo neri dei Berici, piselli di Lumignano.

Link:
www.provincia.vicenza.it/turismo
www.vicenzae.org

 

Palazzo Thiene è un palazzo di Vicenza del XV secolo in forme gotiche e rinascimentali, ristrutturato a partire dal 1542 dall'architetto Andrea Palladio, probabilmente sulla base di un progetto di Giulio Romano. Wikipedia
Il complesso architettonico paleocristiano della basilica dei Ss. Felice e Fortunato è uno dei più importanti della nostra regione. Si presenta oggi nelle forme della ricostruzione romanica risalente alla seconda metà del X con ampi inserimenti dei XII secolo. Esso insiste su due precedenti fabbriche: una prima, conosciuta come Basilica antica il cui tappeto musivo è attribuito alla metà del IV o inizi dei V secolo, e una seconda ascrivibile alla metà dei V.
Unica per la sua architettura, romantica per i suoi scorci, ricercata per il silenzio delle sue colline. La città di Vicenza incanta per i suoi gioielli architettonici, veri musei a cielo aperto. Ville, palazzi, piazze. Cuore della città è Piazza dei Signori, dove si affaccia la Basilica Palladiana.
DUOMO DI VICENZA La Cattedrale, chiesa con oltre 1500 anni di storia, fu eretta a partire dal 1430 nelle forme gotiche che tuttora conserva. Caratteristica la facciata, del 1467, a marmi policromi e arcate cieche, attribuita a Domenico da Venezia. L’interno è a una navata, con cappelle laterali e alto presbiterio. L’abside è aggiunta rinascimentale di Lorenzo da Bologna. Interventi documentati di Andrea Palladio riguardano la cupola (1558-66) e il portale (1563) sull’attuale contrà Lampertico, ma si fa il nome dell’architetto anche per il Sepolcro Da Schio (1538) nella quinta cappella a sinistra. Nel corredo decorativo spiccano: 3a cappella destra, Adorazione dei Magi di Francesco Maffei (1605-60); 5a cappella destra, Dormitio Virginis, polittico datato 1536 di Lorenzo Veneziano (not. 1350-72); nel coro, prezioso altare marmoreo del 1541, attorniato dalle 12 grandi tele seicentesche del cosiddetto Paramento Civran; 5a cappella sinistra, Madonna incoronata, pala scultorea di Antonino da Venezia (not. 1429-58); 4a cappella sinistra, La Vergine con il Bambino tra le sante Maddalena e Lucia, di Bartolomeo Montagna (1450-1523). Nel sottosuolo, evidenze delle precedenti chiese del V-VI, XI e XIII secolo, oltre a resti di una strada d’accesso al foro romano.
CHIESA DI SANTA CORONA - La chiesa, di fondazione domenicana, fu iniziata nel 1261 per accogliervi la reliquia della Sacra Spina, donata da Luigi IX, re di Francia, al vescovo di Vicenza, Beato Bartolomeo da Breganze. L’interno gotico, con presbiterio realizzato da Lorenzo da Bologna nella seconda metà del XV secolo, ospita numerose e importanti opere pittoriche e scultoree. Tra queste, il capolavoro di Giovanni Bellini “Il Battesimo di Cristo”, collocato sull’altare Garzadori, opera attribuita a Rocco da Vicenza e l’”Adorazione dei Magi” di Paolo Veronese. Inoltre la “Madonna delle stelle” di Lorenzo Veneziano e Marcello Fogolino, la grande pala della "Maddalena e Santi" di Bartolomeo Montagna, la “Madonna con Bambino e Santi” di Giambattista Pittoni. Nell’abside della chiesa, il notevole coro ligneo, intagliato e intarsiato, opera di Pier Antonio dell’Abate. Tra le decorazioni più antiche, gli affreschi di Michelino da Besozzo della Cappella Thiene, dei primi anni del Quattrocento, importante testimonianza del più aggiornato gotico internazionale.
Scorcio di Vicenza con Ponte San Michele
Santuario di Monte Berico di sera
La Rotonda, che si può raggiungere a piedi da Villa dei Nani