Ville di Sandrigo e Bressanvido

Per chi vuole fare una bella passeggiata o un giro in bici, i dintorni del nostro rustico offrono una bellissima campagna densa di risorgive e impreziosita da numerosi palazzi e ville.

Ecco alcuni esempi - foto e dati tratti dal sito dell'Associazione Dimore Sandricensi e Dintorni http://web.tiscali.it/dimoresandricensi/index.htm e dal sito della ProLoco di Sandrigo http://www.prolocosandrigo.it/site/territorio/arte/ville a cui vi rimandiamo per approfondimenti.

"é verso la metà del cinquecento che le famiglie nobili veneziane decisero di investire le ricchezze accumulate nei commerci con l’Oriente nella realizzazione di grandi aziende agricole. Nascevano così le prime Ville Venete, una tipologia  che trovarono in Andrea Palladio (Padova 1508 – Vicenza 1580) il loro interprete più autorevole. Così dalle Ville-Castello si passò con il tempo alle Ville-Venete compiutamente concepite. Ed ecco sorgere, allora, accanto al corpo centrale (dimora signorile), le tipiche barchesse, le stalle, le colombaie, il rustico (abitazione pei i coloni) che si possono oggi vedere visitando il territorio delle dimore storiche sandricensi e dintorni."

Di seguito elenchiamo alcune delle ville vicine al nostro rustico, la prima a quattro passi, le altre a qualche chilometro. Le ville non sono aperte al pubblico, solitamente se non previo appuntamento, ma sono comunque godibili talvolta anche dalla strada e ospitano spesso eventi, soprattutto nella bella stagione.

Villa Chiericati Milan Notizie storico-artistiche. La Villa si sviluppa per circa tre secoli, a partire dalla metà del sec. XIV e sino alla metà del sec. XVIII, assumendo con il tempo l’impostazione tradizionale della Villa Veneta. Il complesso assume il definitivo assetto strutturale nel primo seicento. La facciata principale del corpo centrale è costituita da sette eleganti arcate alle quali si affiancano, alle estremità, due aperture architravate. Il tetto è coronato da cinque statue, scolpite nei primi anni del Settecento da Angelo De Putti, genero di Angelo Marinali. Sotto la spaziosa loggia un bel pavimento di pietra bianca e rossa, ripristinato com’era conservando nell’area centrale le mattonelle originarie. All’interno, stanze e salone centrale sono abbellite da importanti decorazioni pittoriche, attribuite al Vicentino Francesco Aviani (1662-1715), portate alla luce dal paziente restauro della famiglia Milan, attuali proprietari.
Villa Mezzalira detta del Viceré Notizie storico-artistiche. In origine monastero benedettino la Villa ha subito nel corso dei secoli numerosi interventi e l’aspetto esteriore ora è Sette-Ottocentesco, mentre l’interno risale alla metà del sec. XV. L’edificio è stato di proprietà dei Monaci Benedettini sino al 1807 quando venne confiscato dai francesi. Dopo quella data passò al Demanio austro-ungarico e all’Arciduca Ranieri d’Austria. Sul lato del giardino l’edificio si apre al piano nobile in una loggia a nove intercolumni; ai cinque centrali corrispondono, al piano terra, altrettanti archi a bugne. All’interno affreschi decorativi di epoca neoclassica (1830-1840). Del complesso fanno parte anche una cappella dedicata a San Benedetto, della seconda metà del Settecento, e delle barchesse con travature poggianti sopra robuste capriate. Davanti alla Villa un bel parco ricco di alberi di dimensioni eccezionali, tra i quali un Ginkgo biloba di 4,5 metri di circonferenza e 28 metri di altezza, numerosi liriodendri e tassodi.
Villa Sesso Schiavo Notizie storico-artistiche. Il complesso sorge lungo Via S. Lorenzo, che conduce al centro medioevale di Lupia, ed occupa uno spazio recintato quadrangolare. Molteplici sono gli elementi che la compongono: un settore cinquecentesco, il corpo settecentesco, il rustico, una barchessa con colonnato dorico, infine la cappella dedicata a S. Lorenzo. Di particolare importanza il settore cinquecentesco che si compone di un ampio portico costruito nel 1570 dal conte Silvio Sesso, nelle forme assai vicine alla civiltà architettonica creata da Andrea Palladio, con quattro sale affrescate da diversi artisti, prevalentemente veneti. In appoggio al nucleo cinquecentesco si sviluppa il corpo di fabbrica del primo settecento. Del 1696 è la cappella gentilizia dedicata a Benedetto Sesso. Degno di ricordo è il parco nel quale si trovano piante ultrasecolari.
Villa Dal Toso Velo CadoreNotizie storico-artistiche: Le origini di Villa Dal Toso Velo Cadore risalgono probabilmente ai primi insediamenti Tre-Quattrocenteschi legati alla bonifica dell’area di Lupiola (il nome Lupia, con il suo diminutivo Lupiola, indica un terreno paludoso). In alcuni documenti Cinquecenteschi della Serenissima l’edificio viene definito Casa Dominicale, cioè centro di attività agricole. Fino alla fine del sec. XVI, durante la proprietà Dal Toso, l’immobile è costituito da un’alta torre affrescata, collegata alla parte colonica da un lungo porticato sorretto da pilastri quadrati in mattone. Con la proprietà dei Velo, agli inizi del 1600, il complesso viene assumendo l’aspetto attuale. La sommità della torre viene demolita, il corpo principale del fabbricato viene elevato ed inserito il loggiato centrale (forse su progetto di G. Scamozzi). L’intera proprietà viene recintata da una mura. Sempre all’inizio del 1600 risale l’annesso oratorio di S. Gaetano, chiesetta di famiglia Velo. Dalla metà del sec. XIX il complesso appartiene alla famiglia Cadore. Oltre agli aspetti monumentali ed architettonici, Villa Dal Toso Velo Cadore si presenta, ancora oggi, come centro di attività agricole inserito in un paesaggio pressoché immutato ed integro da un punto di vista ambientale.